17 maggio 2012

Primo incontro tra fratelli: in ospedale o a casa?

All'alba della 36° settimana di gravidanza, ormai ufficialmente più larga che lunga, passo le mie giornate a preparare il nido per il nuovo arrivo, a coccolare la mia Birbina e a pensare.

Chissà in quale momento Acciuga deciderà di "bussare" e intraprendere il suo viaggio verso il nostro incontro?
Chissà che visino avrà?
Chissà come andrà il parto?

Rispetto alla mia prima esperienza, c'è maggior consapevolezza, ma anche un pensiero in più: la mia piccola a casa.
Abbiamo preparato Birbina al fatto che quando Acciuga "busserà" la mamma dovrà andare all'ospedale per farlo nascere e lei starà con i nonni.
Ci ha aiutato molto in questo uno splendido libro illustrato dal titolo "Il pancione della mamma. Tu dentro e io davanti" che ha come protagonista una Sorella Grande che si confronta e dialoga con una pancia-mamma che cresce di pagina in pagina.
La sorellina che sorride preparandosi di fronte allo specchio e una pagina bianca rappresentano il momento in cui la mamma-pancia è in ospedale a partorire.
Poesia pura.

Uno dei dubbi maggiori rispetto al momento della nascita in questo momento è:
Quando organizzare il primo incontro tra i fratelli?
Meglio in ospedale o nell'intimità di casa?

L'ospedale dove partorirò ha un colorato e accogliente reparto maternità in cui i padri e i fratellini sono accolti in qualunque momento della giornata. Birbina potrebbe quindi conoscere il fratellino in quel contesto, anche fuori dall'orario di visita dei parenti.
Mi piace l'idea che il contesto ospedale, funzioni da filtro per questo nuovo arrivo.
Quello che temo è il momento del distacco post- visita. Il fatto che Birby possa piangere e non comprendere perchè deve tornare a casa e lasciare la sua mamme e il nuovo arrivato insieme in ospedale.
E' un periodo un po' particolare per lei, durante questi mesi in cui sono a casa dal lavoro si è molto attaccata a me e benchè non abbia difficoltà nel trascorrere il tempo senza la mia presenza, lo confermano i nonni e le insegnanti di asilo, il momento del distacco si è fatto faticoso.

L'altra ipotesi sarebbe quella di rimandare l'incontro di qualche ora e far conoscere i piccoli a casa.
Quello che non mi convince di questa possibilità è il fatto che nell'ambiente di Birby, lei possa trovare, di colpo, senza alcun filtro, nè mediazione, il fratellino.

Che fare allora?

Nella migliore delle ipotesi, se tutto in sala parto fila liscio, se il parto è regolare e il piccolo sta bene, è prassi dell'ospedale la dimissione dopo le 48 ore dal parto. Abbiamo pensato che la soluzione migliore per noi sarebbe quella di far incontrare la Birby e Acciuga in ospedale,  ma al momento delle dimissioni. Birby potrebbe venire a prendere la mamma e il fratellino in ospedale con il babbo per poi tornare tutti a casa insieme, evitando quindi il momento del distacco.
La aspetteremo con un regalino che il fratellino ha portato per lei.

Che ne pensate?

6 commenti:

  1. il primo incontro tra memole e puffetta è stato in ospedale. ci sembrava giusto farla partecipare da subito al nuovo arrivo. oltre che in regalo dalla sorellina siamo state a comprare insieme a lei un regalo per la sorellina. memole poi non se ne voleva piu andare perche voleva stare con la sorellina. il fatto che a casa sarebbe stata un pò viziata con papà e zia l'ha fatta decidere. secondo me è importante l;incontro all'ospedale!

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  2. a meno di 24 ore dal parto la Mimi è venuta a conoscere la Iaia (a cui faceva le carezze attraverso il pancione e le urlava insieme alla mamma, che non ne poteva più, "Iaia fuori!" ogni giorno dalla 39° settimana) in ospedale. Campo neutro, ma soprattutto poca separazione temporale dalla mamma sempre presente (tranne quando avevo qualche turno di notte in clinica) e formazione dell'idea del "dov'è la mamma". Non mi scorderò mai la faccia che ha fatto, ne comunque la tenerezza che ha dimostrato dopo i primi dieci minuti di "doccia fredda".
    anch'io come Maggie parteggio per il primo incontro all'ospedale, anche perchè poi quando arrivi a casa non hai idea di cosa potrebbe attenderti come ritmi e stravolgimenti. Ah noi la prima notte a casa abbiamo dormito tutti e quattro nel lettone, non per dimostrazione d'affetto ma per influenza della Mimi e necessità tettifere della Iaia.

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  3. Ciao io ho avuto molte amiche nella tua stessa situazione e questo quesito lo hanno avuto anche loro..
    secondo me dovresti dargli modo di conoscersi il prima possibile e non credo che ci sia diffeferenza tra l'ospedale e la casa, io credo che la cosa importante sia la loro conoscenza immediata, per far si che si amino dal primo momento!
    Spero che il mio consiglio ti sia utile.
    Un Bacio e in bocca al lupo.
    Alessia

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  4. http://crescereduegemelli-debora.blogspot.it/search/label/L%27aiuto%20di%20qualcuno%20%C3%A8%20importante19 maggio 2012 13:41

    Ciao mi chiamo debora e ho due gemelle.
    Non ho più fatto figli dopo di loro quindi non ho mai avuto il tuo problema.
    Prima di tutto devi essere tu a conoscere il carattere di tuo figlio dopodichè capire come affrontare la situazione.
    Ti dico questo non per mettere in dubbio la conoscenza che hai di tuo figlio, ma per mettere in evidenza la mia di disinformazione.
    Appurato questo io comincerei gia da subito ad abbituare il babino all'idea dell'incontro col nuovo fratellino e ad informarlo anche sulle modalità e i tempi di quella fatidica giornata, raccontarglielo anche piu volte e osservare le sue reazioni.
    Ciao e fammi sapere se ti sono stata utile!

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  5. io ho scelto di rendere partecipi i miei figli dal primo istante (con tante difficoltà visto che sia il secondo che la terza sono stati da subito ricoverati). Credo che lasciandoli a casa si sentano esclusi dall'evento e chissà nella loro testolina cosa immaginano su dove sta la mamma, come sta, con chi sta?
    Anche noi abbiamo fatto il regalino e la cosa ha funzionato bene. Fondamentalmente con i bimbi non bisogna farsi tanti problemi, spesso per loro le situazioni sono più naturali che per noi che ci facciamo mille pensieri.. Se noi stiamo tranquilli anche loro lo sono.

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  6. Ciao, ti raccondo due esperienze: la prima come sorellina. Avevo poco più di 4 anni, sono la terza figlia di 5, e mi ricordo la nascita della mia ultima sorellina, quando il babbo ci ha portati allo zoo convinto che mamma ci stesse tanto all'ospedale, e quando a mezzogiorno arriviamo troviamo mamma all'ingresso con la piccola Manu, e dice: ma dove siete stati, sono ore che vi aspetto (aveva partorito alle 7! mia mamma è una valchiria!). Mi ricordo la patatina bruna, cicciotta e delicata! Mi ricordo che passavo le ore a rimirarmela!
    Seconda esperienza: l'estate scorsa ho partorito mia figlia Michelle. Ero ad un'ora e mezzo dall'ospedale, la ginecologa mi aveva dato il giorno prima due settimane prima del parto, convinta lei! Quando arriviamo a Careggi mio marito schizza dentro e io decido di alzarmi in piedi, le mie bimbe, gemelle, di 5 anni, dietro in macchina, appena mi alzo (non ho avuto dolori durante le contrazioni) mi si rompono le acque, iosotto sforzo e una delle bimbe mi chiede se sto bene, e io: si si amore, è Michelle che sta nascendo! Dieci minuti esatti dopo Michelle è nata! Il tempo di passarle addosso una pezzuola e l'hanno portata fuori dalle sorelle. In pratica loro l'hanno abbracciata prima di me! Le foto che hanno fatto sono un ricordo indelebile, bellissime nella luminosità della domenica mattina d'estate! E loro se lo ricorderanno sempre, perchè ogni tanto rinfresco loro la memoria. Sono venute a vederci in tutte e 4 le successive visite, fino a che tutti e 5 siamo andati via dall'ospedale! Penso che vissuto meglio di così era solo se la partorivo in casa!

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