06 marzo 2011

PENDOLANDO: incontri di treno


Ogni giorno affronto il viaggio verso il lavoro e il rientro verso casa viaggiando su 4 treni.

Ne incrocio di facce, di vite, di storie. Persone di tutti i tipi.

Cogliere frammenti di una telefonata, immaginare indagando le mani di un vicino di sedile che lavoro fa, ascoltare i racconti delle persone che parlano, mi occupa il tempo, la mente e la fantasia è uno dei pochi aspetti del pendolare che mi piace.

Ci sono facce che intravedi solo per un pezzo di tragitto, che dimentichi nello stesso momento che varcano la soglia della fermata, poi ci sono i viaggiatori come me, quelli che incontro spesso, sempre in viaggio alla stessa ora.

Solo quel pezzetto di viaggio intreccia la loro vita alla mia, ma anche se sono solo volti, a poco a poco divengono familiari, e trovarli sulla stessa carrozza è in un certo senso rassicurante.

Sì perchè in 12 anni da pendolare ho notato la comune tendenza a sedersi sempre nella stessa carrozza, più o meno nello stesso posto, lo faccio anch'io e sinceramente senza una motivazione razionale.

Così giorno dopo giorno delle persone che viaggiano nella tua carrozza impari a conoscere qualcosa di più: dalle loro letture, da una telefonata, da qualche chiacchera colta al volo.

Poi ci sono i volti che dopo un po' divengono anche voci, nomi, chiacchere. Incontrarli rende il viaggio meno noioso.

La ragazza delle piume è una di queste. Una ventenne con gli occhi caramello, con cui ho scambiato una prima battuta correndo verso una coicidenza in partenza. Mi colpì perchè aveva le scarpe verdi con un ciuffo di piume fuxia sulla punta. Con le piume lavorava. Sorride sempre. Piena di interessi e ideali. Riempivamo il nostro breve tratto di strada insieme chiaccherando di attualità e spesso di tv.

"L'aspirante vecchiologa" così si è definita lei stessa, e' un'altro dei miei incontri. Specializzanda in medicina, molte esperienze all'estero, un fidanzato lontano, l'ho conosciuta che faceva la maglia in treno e mi sono ritrovata a fissare le sue mani che sferruzzavano quella lana rosa. A quel filo si è legato il nostro primo scambio di battute a cui poi sono seguite lunghe chiaccherate e tante risate.

Venerdì le ho incontrate entrambe, su due treni diversi, con la stessa notizia.

Da lunedì non pendoleranno più.

La ragazza delle piume si è licenziata per dedicarsi all'università, l'aspirante vecchiologa è stata trasferita in un reparto più vicino casa, ha girato tutto il treno per salutarmi, che coincidenza, che malinconia.

Sono incontri legati a un tragitto comune, vite che si incrociano per poi continuare a viaggiare su binari lontani. Sono scambi fuggevoli, ma importanti che mi regalano opinioni, nuovi sguardi sul mondo e rendono meno gravoso pendolare.

BUONA FORTUNA RAGAZZE, mi porto dentro una briciola di voi, e con questa inizierò a viaggiare di nuovo lunedì...

01 marzo 2011

BIDET


Cercando uno spunto per convincerti a desistere da questa folle passione, bambina mia, ho consultato la dotta enciclopedia e...


Wikipedia docet "Il bidet è utilizzato principalmente per l'igiene intima. Inoltre può essere anche utilizzato per il lavaggio di altre parti del corpo, come ad esempio i piedi." STOP


CAPITO BIRBY???

Il bidet non serve per lavarsi le mani, al limite i piedi.

Il bidet non serve per dissetarsi nelle pause del gioco.

Il bidet non serve per fare il bagno alle bambole.

Il bidet non serve per lavarsi i dentini, nè per sciacquare i pentolini.

Il bidet non serve come canestro per le tue palline.

Il bidet non è un gioco in cui divertirsi a incastrare il sudicissimo tappo dello scarico.

Disinfetto giuro, ma questa attrazione fatale per quest'orpello mi infastidisce, forse perchè un tempo (prima delle cacche, dei rigurgiti e dell'inenarrabile resto) ero profondamente schizzinosa.

25 febbraio 2011

DUE

DUE occhietti birbi che brillano di entusiasmo, che catturano ogni attimo;
DUE orecchie attente per ascoltare fiabe, voci e il rumore del treno che ti piace tanto;
DUE manine svelte per colorare, inventare, afferrare;
DUE gambine per correre, saltare e scoprire il mondo;
.
DUE ANNI PUZZOLINA MIA!
.
Innamorata della Pimpa e degli Aristogatti, del Nonno Tato e del sole...
Devota al suo esercito di bambole che coccola, nutre, cambia e mette a letto ogni sera...
Inseparabile dal suo cencino, che è sempre più sporco e nero, ma a quanto pare sempre più affascinante;
A te che sorridi sempre e mi stringi forte prima di dormire,
A te che rendi ogni rientro a casa un'emozione,
A te che ogni giorno ci stupisci con una nuova conquista,
A te che hai stravolto la mia prospettiva sul mondo,
.
BUON COMPLEANNO PICCINA!
.
La tua mamma
.

13 febbraio 2011

PUNTO FESTONE- tutorial


Ma quanto mi piacciono le persone che mettono in rete i tutorial fotografici, doni speciali da parte di sconosciuti, pezzi di esperienza regalati.

Uno strumento semplice e a mio avviso super efficace per raccontare progetti, insegnare tecniche. Grazie ad un tutorial ho imparato a infilare la macchina da cucire e nello stesso modo ho impastato il mio primo didò alimentare. Nel mio blog ho anche io una piccola sezione dedicata ai miei progetti, che spero, chissà, possa essere utile a qualcuno.

Oggi cercavo le istruzioni per imparare il punto festone.

Molte di voi già lo conosceranno, è un punto che si usa molto sul pannolenci, semplice, d'effetto e rifinisce alla perfezione rendendo speciale anche piccole creazioni. Se poi per il punto festone si utilizza un filo a contrasto con il pannolenci di base allora l'effetto è strepitoso.

Ho una voglia matta di creare con le mani, ma non ho proprio tempo in questo periodo, quindi mi sa che mi dedicherò a qualche mini creazione da poter rifinire nel mio spazio libero (leggi: viaggio in treno).

Di seguito vi lascio il tutorial che mi ha illuminato per quanto riguarda i miei primi passi con il punto festone. Attraverso le foto sono descritti tutti i passaggi, più chiari di mille parole, un grazie con il cuore a Elynetta per averci regalato una goccia della sua preziosa esperienza.


Qualcuno mi segue in questo slancio creativo di mezzo inverno?
Cosa ci inventiamo?

11 febbraio 2011

Carnevale originale



Mammolina:" Allora Birby hai deciso da cosa vuoi vestirti per carnevale quest'anno?"


Birby: " Da CACCOLA." risponde decisa.

NO COMMENT

A Fantasia si sta bene...

04 febbraio 2011

ATTIMI REGALATI


C'è un momento del mio lavoro che amo particolarmente e che cerco di non perdermi mai.
Arriva la fine dell'anno e in un pomeriggio dal caldo sapore estivo in ogni asilo nido avviene la consegna dei QUADERNONI ai genitori.

I QUADERNONI sono dei grandi diari che raccontano la storia personale di ogni piccolo al nido conditi di foto, osservazioni, commenti da parte dell'educatrice di riferimento. Sono fatti in molti modi, anche a seconda della personalità dell'educatrice che li cura.

Tecnicamente è la documentazione educativa del percorso di nido, ma per una mamma, per ogni mamma vi assicuro che in quel quaderno c'è molto di più.

Assisto alla consegna a distanza, restando in disparte, per non turbare l'intimità e l'importanza di quel momento, testimome privilegiato di quel passaggio di testimone.

L'educatrice sorride. La mamma, spesso, sospira prendendo in mano il quadernone. Apre la copertina e spesso si scatena un'emozione che fatica a trattenere, sorride e piange, nel suo sguardo, sollievo, riconoscenza, affetto (e spesso nell'angoletto, mi commuovo anche io).
Chissà cosa le passa per la mente in quel momento?

Tante volte ho riflettuto sul significato e sulla potenza di questo strumento comunicativo, anche con le educatrici, oggi mi si è aperta una nuova chiave di lettura che voglio condividere con voi.

Quello che sconvolge così tanto emotivamente è forse che quel quadernone è pieno di ATTIMI REGALATI.

Ritratti in quegli scatti ci sono i momenti che la mamma non ha potuto vivere, e a fatica ha immaginato (visto che i bambini under 3 raccontano pochino). Emoziona prendere consapevolezza di quante attività ha fatto il nostro piccolo, di quanto è cresciuto nel tempo, ma sopratutto c'è la meraviglia di poter vedere e non limitarsi ad immaginare.

Ho avuto tutte queste sensazioni quando la mia cugina mi ha consegnato un CD di foto scattate a Birby dall'estate ad ora mentre era a casa dal nonno, nel suo quotidiano, immagini che non avevo mai visto, di momenti che non ho vissuto con lei.

Mi ha fatto un piacere enorme questa serie di ATTIMI REGALATI e vederla così serena e sorridente mi ha fatto sentire molto più leggera.

Lo stesso sorriso leggero che intravedo ogni volta dietro agli occhi emozionati delle mie mamme al nido

01 febbraio 2011

MAMMOLINA E MUGELLO DEI PICCOLI-NEW


Accade che da gennaio sono rientrata a lavorare a tempo pieno. Accade che l'influenza di questi giorni mi ha permesso pensare di sistemare un po' di cosette web.

Mi spiego meglio: Il blog Mammoline Mugello è nato insieme a Birby, l'intento era di creare uno spazio di scambio tra le mamme mugellane bloccate in casa. Un blog di servizio insomma.


Poi con il passare del tempo MammolineMugello è diventato sempre più uno spazio mio, dove raccontare la mia personale esperienza di mamma, i miei esperimenti creativi, i progressi di vita di Birby intercalata da qualche segnalazione di iniziativa mugellana. Molti sono stati gli scambi con le altre mamme, tantissimo l'arricchimento che mi ha portato ogni contatto ben oltre il Mugello.


Il blog originario Mammoline Mugello cambia così nome, diventa da oggi Mammolina Mugello, non muta la sua natura, semplicemente la riconosce, con la mia Birby in primo piano. Un diario fatto di pensieri, esperienze, sogni e esperimenti creativi, recensioni di libri di una mamma mugellana. L'indirizzo web è lo stesso.


Tutte le segnalazioni, iniziative riguardanti il pianeta infanzia in Mugello le troverete invece nel neonato blog MUGELLO DEI PICCOLI che crescerà e si alimenterà anche e sopratutto grazie alle segnalazioni della mamme mugellane sul gruppo di facebook

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails