24 novembre 2011

Di tendenza...ad ogni costo

Per essere di tendenza alla scuola d'infanzia pare che sia fondamentale uniformarsi alla massa...

Il contesto aiuta: tutti con grembiule e chiaramente regole uguali per tutti.

Birby si è perfettamente inserita e il mondo delle "Coccinelle", così si chiama la sua sezione, l'ha accolta con allegria. Trova le sue sicurezze nel sentirsi simile ai compagni e nelle routine di tutti i giorni, gesti che si ripetono sempre uguali, scandendo i tempi: un bacino al nonno, portare il bicchiere in classe, una ciucciatina al ciuccio e poi in tasca finchè non si va a casa.


In questi giorni imperversano nella sezione della Birby un concentrato di virus: varicella, raffreddori vari, virus gastrointestinale... i reduci della varicella rientrano a scuola mostrando le loro crosticine come vere e proprie ferite di guerra.

Tutti ammirano, quasi con invidia.

Anche il bambino che Birby adora, un quattrenne che è alto tre volte la mia piccina e che chiaramente è il leader della classe, perchè picchia e dice le parolacce, è stato malato, anzi ha lanciato la vera moda dell'autunno "ha GOMITATO in classe" racconta orgogliosa Birby.


Ho tentato di spiegare a Birby che non è così figo ammalarsi, che si deve stare a letto, che fa male la pancia.

L'avevo quasi convinta, ma poi ieri il TOP: la maestra, quella che lei preferisce perchè sorride sempre, si è sentita male a scuola e ha GOMITATO.

Il tema del suo gioco con le bambole pomeridiano è stato solo quello: imitava la maestra che d'un tratto scappava via perchè doveva GOMITARE.


Nell'ordine hanno GOMITATO ieri nella cameretta: Hello Kitty, l'Alce Canadese, la bambola Pia, Cicciobello e pure Cencino.

Dopo aver messo a letto un esercito di pupazzi gomitosi la Birby ha sentenziato:


"Mamma domani gomito anche io a cuola"


Speriamo che non sia una profezia che si autoavvera.


Certo cosa non si farebbe per essere di tendenza.


Che gli anticorpi ci assistano!

12 ottobre 2011

Se l'ospedale è "nemico" della mamma

Qualche giorno fa ho letto questo post sull'allattamento scritto da SimplyV.

Mi si è stretto il cuore e il ricordo della mia esperienza personale ha fatto capolino, ferita non del tutto riemarginata. Questo post mi ha fatto molto riflettere perchè la sua storia somiglia a quella che ho sentito raccontare da altre neomamme e in piccola parte racconta anche di me.


Anche io ho partorito in un ospedale "Amico del bambino" con un esperienza di parto più lineare di Simply V. Come tante volte ho scritto avrei fortemente voluto allattare, ma non ci sono riuscita.

Per fortuna nei primi giorni a me il latte è arrivato e sono uscita dall'ospedale con la definizione

"allattamento ben avviato" quindi all'ospedale ho avuto semplicemente la percezione di essere supportata, ma in quei tre giorni in reparto ho visto strizzare tette, mamme piangere, neonati urlanti nutriti con cucchiaini e sondini, proprio come racconta SimplyV.

Sono convinta che allattare sia bellissimo e importante, ma quando il latte non arriva, la mamma disorientata e spossata dal parto, il senso di inadeguatezza sempre pronto a far capolino, non sarebbe utile rassicurare queste mamme dicendo loro che, latte o non latte, sono mamme adeguate? Ci si prova, con tutte le forze, ma comunque una soluzione si trova per appagare la fame del proprio piccolo?

Qualche volta si chiama BIBERON e non è il demonio.


L'avvio dell'allattamento coincide poi con un momento delicato per le mamme, spesso in preda delle Babyblus. Il senso di inadeguatezza che si prova nel non riuscire ad allattare viene amplificato dalle centinaia di manovre che vengono effettuate dalle esperte ostetriche quasi a dire " Eppure il latte ci deve essere, c'è per tutte".


Forse sarebbe utile che questi reparti "Amici del bambino", fossero anche e realmente "Amici delle mamme", supportandole con attenzione in questo momento così delicato sopratutto quando nel dopoparto ci sono difficoltà.


E' consapevolezza comune che i neonati assorbono e sono condizionati dallo stato d'animo della loro mamma, proprio per questo agli occhi del personale medico che si prende cura della diada madre-bambino dovrebbe essere chiaro che la tranquillità di un neonato, passa attraverso la serenità di una mamma.

Latte o non latte.

06 ottobre 2011

SALUTARE, sempre, SALUTARE- IL DISTACCO

Ogni anno alle riunioni con i genitori che precedono gli inserimenti all'asilo nido, nella veste di coordinatrice, ripeto sempre alle mamme emozionate e titubanti: "Mi raccomando, salutate sempre i vostri bambini al momento del distacco e mi raccomando poi passo deciso verso la porta...vietato scappare di nascosto" e ancora " l'indecisione al momento del distacco, l'esitare, disorienta ancora di più i vostri bambini..."


Ogni anno le mamme mi ascoltano e dopo queste frasi deglutiscono, lo so cosa pensano, temono di non farcela a reggere quel momento.


POI HO PROVATO SULLA MIA PELLE.
La Birby è entrata alla scuola d'infanzia come anticipataria. Arriva il giorno dell'inserimento. Gioco con lei nella sezione, esploriamo l'ambiente, lei si avvicina ai compagni e poi torna ad abbracciarmi. Dopo un po' ci scambiamo uno sguardo con la maestra. Lo so è il momento del distacco, lo so benissimo cosa devo fare, ma non resisto alla tentazione di pensare La devo proprio salutare? In fondo è lì che gioca, è distratta se scompaio come un fulmine non se ne accorge neppure...
Poi la razionalità prende il sopravvento, la saluto e le dico che torno presto poi con passo deciso attraverso la sezione e mi chiudo la porta alle spalle, l'eco del suo pianto nelle orecchie.


Il groppo in gola.



Nel tratto che divide l'entrata dal cancello del giardino la mia mente ripercorre come in un film velocizzato le immagini della mia vita con lei: la rivedo minuscola appena nata, poi nel box, poi ai giardini, i primi passi, il mare e ora all'asilo, la tua prima avventura da sola nel mondo, con gli altri bambini.

Sono in strada che mi asciugo una lacrima.

Oggi che sei a scuola da quasi un mese, saluti con un abbraccio chi ti viene a portare la mattina e scappi in classe, sei sicura e sembri serena.
Il mio groppo di quei minuti lo terrò in mente e il prossimo anno lo porterò, prezioso dono, alle mamme che incontrerò, perchè queste sensazioni sui libri di pedagogia non si trovano scritte!

01 ottobre 2011

Una vita in un FOTOLIBRO

QUESTE SIAMO NOI: io e mia sorella.
Solo 16 mesi di differenza.


Siamo quasi gemelle...simili ma molto diverse.

E' parte della mia vita da una vita.

Non c'è un ricordo nella mia mente senza di lei, da piccola, come nel mio presente.

E' spalla, amica, complice, consulente, è uno dei più preziosi regali che la vita mi ha donato.

La mia sorellina questo settembre ha compiuto 30 anni. Ho voluto accompagnare il suo regalo con un pensiero che raccontasse di NOI della nostra storia, che fermasse la nostra strada percorsa vicine, attraverso le immagini.


Sono andata a frugare nell'armadio di mamma e ho aperto la scatola delle foto di famiglia.
La nostra storia è racchiusa lì: un po' alla rinfusa scatti del nostro quotidiano e di occasione speciali, ci vedono spesso insieme sorridenti, imbronciate, qualche volta pure vestite uguali. Ho scelto gli scatti più significativi e passati allo scanner ho pensato di raccoglierli ed ordinarli in un Fotolibro.


E' stata la prima volta che mi sono approcciata a questo prodotto e a dire la verità inizialmente ero un po' scettica. A me le foto sono sempre piaciute su carta patinata, da incollare su album bianchi per poterci scrivere accanto con la penna commenti e pensieri.


Poi ho incrociato il sito Photobox che mi ha proprio incuriosito per la semplicità e la possibilità di personalizzare il prodotto sotto tutti i punti di vista. Formato, budget di spesa, layout per le immagini, numero foto per pagina. L'aspetto che più mi ha colpito è che non occorre scaricare nessun programma sul PC, l'album si compone totalmente online, in un solo giorno oppure, come ho fatto io, qualche pagina alla volta, salvando le bozze in una cartella temporanea.


La mia scelta è andata sul Libro prestige quadrato, a mio parere un giusto compromesso tra qualità e budget, mi piaceva l'idea della copertina rigida personalizzabile e il formato quadrato un po' insolito.


In corso d'opera è possibile sempre modificare e visionare il proprio prodotto in anteprima, è stato davvero molto semplice. Il pacchetto è arrivato a casa mia in breve tempo...


IL RISULTATO?

Un prodotto elegante e di grande qualità che ha stupito e commosso fino alle lacrime la destinataria del regalo...la nostra vita concentrata in 30 pagine, in una cornice di colori, parole, abbinamenti che rispecchiavano me, il mio gusto e il mio stile.


Così cara sorellina, ovunque tu andrai per il mondo avrai con te, un pezzetto di NOI e di ME.

07 agosto 2011

La fase "PERCHE' IO VALGO"

Con un bicchiere di birra gelata accanto, in una calda serata d'estate, sul divano della mia casina, riapro i battenti del mio blog dopo la pausa di ferie e una lunga latitanza.

Chissà se c'è qualcuno in giro o se siete tutte al mare...


Ho un sacco di cose da raccontarvi, ma ricomincio da qui presentantovi di nuovo la mia bambina in un piccolo e parzialissimo ritratto... ricordavate l'angelica ricciolina che vi avevo descritto nella delicatezza dei suoi 18 mesi?

Sì, quella Bibba beja e bava?


Ecco di lei non è restato che qualche ricciolo.


Birby ha 2 anni e mezzo e in questo momento è un vero uragano di energia, autonomia, contraddizioni, parole e capricci...formato mignon.


E' nella piena fase evolutiva dell'affermazione assoluta del sè, del PERCHE' IO VALGO e si scontra, con sonore zuccate, con i limiti che, con una certa fatica cerchiamo di mantenere attorno a lei...e spesso scoppia in assurde bizze condite da sceneggiate da fare invidia a Mario Merola.


Porta avanti le sue idee cocciuta e testarda, non c'è verso di dissuaderla quando si impunta...


Ecco vi racconto in breve il peggio del peggio della fase da me denominata FASE DEL "PERCHE' IO VALGO..."


PERCHE' IO VALGO quindi se decido che non metterò mai più un vestito, ma solo pantaloni...lo farò anche se tu cara mamma mi hai comprato ai saldi quegli splendidi vestitini rossi, gialli a pallini, alla marinara e quella super minigonna di jeans.


PERCHE' IO VALGO e quindi se decido che oggi voglio somigliare al mio cuginetto nuotatore e andare in giro tutto il giorno con la cuffia da piscina in testa, cara mamma fattene una ragione.


PERCHE' IO VALGO e quindi se stasera che sono 40° all'ombra e mi va di mettermi le pantofole con la pelliccia invernali che ci posso fare?


PERCHE' IO VALGO e non ti ascolto per nulla quando mi chiedi assillante " C'è la pipì...c'è la pipì?" uffa mamma, io la pipì la faccio quando voglio...meglio se sul tuo bel divano.


PERCHE' IO VALGO e un minuto non mi voglio neppure pettinare, il minuto dopo voglio le trecce lunghe anche se ho i riccioletti corti, che ci posso fare?


PERCHE' IO VALGO e se hai giardini ho visto un bambino grande (forse un nonnino) che sputava in terra sputo anche io, sai mamma sono grande.


PERCHE' IO VALGO e se ti dico che voglio un REGGIO-SENO, lo voglio davvero mamma, capito!


Lo so sono i Terrible twos, lo so devo resistere, prenderti con calma, cercare di tenere alti i baluardi dei limiti con serenità, ignorare le bizze e il batter dei piedi, ma non vi nascondo che è dura, soprattutto con questo caldo.


COMUNICATO A BIRBINA: bellina sappi che io non cedo, perchè anche IO VALGO e che ti voglio un bene matto lo stesso anche se sei una gran birbona.

30 giugno 2011

IO VADO AL MARE E VOI CHE FATE?



Tornerò con il sol leone,

carica di coccole,

forse leggermente abbronzata...(o maculata come più spesso succede!)


Tornerò che non riconoscerò più il suono della sveglia,

prendere il treno mi sembrerà una nuova esperienza,

e forse avrò pure voglia di rivedere la mia scrivania...


Tornerò e il mio Mugello mi sembrerà il paradiso terrestre,

la voglia di raccontare mi esploderà dentro,

e quest'anno forse aprendo la porta sentirò finalmente l'odore della MIA casa...


Tornerò in un OVERDOSE da Birbina (forse)


Tornerò...


intanto vi saluto, IO VADO AL MARE E VOI CHE FATE?

24 giugno 2011

Sorella Ape



Mentre rigoverno Birby è in terrazza e la sento parlare chiaramente:

" E tua mamma come chiama? E tuo babbo?"

Chissà con chi sta parlando, forse qualche vicino di casa, curiosa mi affaccio e le chiedo:

" Ma con chi parli Birby?"

e lei con naturalezza " Con una APE mamma, eccola qui, guadda bellina!"

...ecco...

ora parla pure con gli animali.

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